Il fervore musicale

L’irrazionale nell’origine acusmatica del tuono



L’uomo fa parte della natura, e in quanto essere vivente pensante è l’unico animale in grado di percepire sé stesso e di percepire di essere mortale, finito, incompleto. La consapevolezza di questa condizione ci ha guidato nel cercare una relazione con quello che ci circonda che ci è sempre apparso al contrario eterno e completo. Il suo rapporto con la natura madre, nel corso dei millenni è cambiato ed è in continuo mutamento e oltre a fornire all’uomo le basi per il suo sostentamento, la natura a causa delle sue manifestazioni più violente è anche fonte di distruzione e di mistero.

Come poteva percepire un terremoto, un’inondazione, una tempesta un uomo che non possiede la conoscenza di oggi? Un uomo che non può spiegare razionalmente ciò che lo circonda, tende a credere che esso sia frutto dell’opera magica di forze sovrannaturali che hanno a cuore il nostro benessere oppure che ci puniscono se manchiamo loro del giusto rispetto.

Nei primi culti animistici, riti che l’uomo del XXI secolo non tarderebbe a definire come privi di forza, superati e irrazionali, dèi e totem permettevano di entrare in relazione con la natura, attraverso offerte, sacrifici, riti e preghiere al dio rappresentante di una certa manifestazione naturale. Grazie a questo processo l’uomo ha vissuto in un equilibrio fatto di dare e avere nei confronti della natura, facendo di tutto affinché essa ascoltasse le sue richieste per continuare a vivere in sicurezza e abbondanza.

Una delle modalità rituali con cui l’uomo cerca di entrare in comunicazione con il divino è attraverso la musica. Ma cos’è la musica? La musica oggi la definiremmo come un insieme di suoni organizzati in melodie e armonie per riprodurre o evocare un certo stato emotivo nell’ascoltatore.

È corretto, ma non è solo questo. Essa è vibrazione e frequenze che si propagano attraverso l’aria e in quanto tale è percepibile solamente da un senso che è l’udito e dalle nostre orecchie che sintetizzano e lavorano molto più velocemente dei nostri occhi. La musica è vibrazione sonora che ci circonda; ciò che ci permette di definire e scindere ciò che è musica da ciò che è non musica è solamente una convenzione sociale.

Alla luce di questo ed entrando nel merito del leitmotiv della rivista, una delle manifestazioni naturali più potenti e significative che per secoli ha pervaso ogni mitologia e cultura di ogni parte del globo è quella del Tuono; e in particolare il tuono è rappresentante e simbolo nella cultura cinese e in particolare nel Ching di “fervore” e di “provvedere”.

«Il tuono è il tremore che emerge dal sottoterra, controparte terreste del lampo. Uscire venir fuori, emergere, sgorgare; fuori; contrario di entrare, Terra, terreno su cui poggia il mondo umano, base di tutte le cose , nutrice di tutte le cose. Impetuoso urgente, rapido, vivace, impulsivo, eccitare, scuotere. Provvedere, Delizia (“Luo”) gioia, piacere e con una diversa pronuncia Musica»

Ecco che uno degli attributi del Tuono è quello di essere musica.

Dal nostro punto di vista, dal punto di vista umano come percepiamo il tuono?

Il tuono è una manifestazione sonora che come potrebbe definire Michel Chion, uno degli esponenti più importanti di musica concreta, è di origine acusmatica[1]. Cosa significa? Un suono è di origine acusmatica quando di esso non ne possiamo rintracciare la fonte, l’origine o per usare le sue parole: «Che si sente senza vedere la causa originaria del suono, o che fa sentire dei suoni senza la visione delle loro cause».

Siamo pervasi di suoni di cui non conosciamo le origini nel corso della nostra esistenza, ed è la nostra mente razionale che non ce li fa più percepire come tali perché riusciamo ormai a immaginarne o ne sappiamo le cause o le origini.

Ma, nelle arti grafiche e in particolare nel cinema la componente misteriosa di un suono di cui non si conosce l’origine viene ancora usata per creare gli stati emotivi più disparati nello spettatore. «Nel cinema il suono può compiere un percorso prima acusmatico, per poi essere visualizzato: questo crea effetti di mistero sull’aspetto della loro sorgente e sulla natura stessa, creando tensione, fino al momento in cui questa entità non viene svelata visualizzandola».

E più in particolare, nel cinema si distingue tra musica diegetica la cui fonte sonora è perfettamente identificabile nella scena, e musica extradiegetica in cui la musica svolge il compito di commento sonoro, amplificatore emotivo oppure al contrario suggerendo sensazione completamente opposte a ciò che sta suggerendo l’immagine in quel momento, creando in questo modo uno scostamento emotivo tra immagine e suono.



Un esempio per capirne appieno gli effetti lo può fornire Stanley Kubrick quando, in Arancia Meccanica, nella scena in cui Alex, il protagonista, prende a bastonate i suoi compagni, decide di commentare l’immagine con l’Ouverture della Gazza Ladra di Rossini, musica che tutto suggerirebbe fuorché violenza.

Oltre che per la sua natura acusmatica, impetuosa e misteriosa, il tuono simbolo nella cultura dell’I Ching è anche:«Esaltare, (Chong) onorare, magnificare, celebrare Glorificante (Yin) abbondante al massimo grado, superlativo Coinvolgere stabilisce una connessione di appartenenza, Sopra Supremo, Richiamo ( Ming) verso, canto Intenzione (zhi) concentrazione della mente e del cuore».

Ancora una volta le qualità del fervore richiamano alla musica nella sua accezione più alta.

Come dicevamo, la musica è uno degli strumenti tramite cui l’uomo entra in contatto con il divino e non solo. La natura rituale che può assumere la Musica nella sua esecuzione in pubblico è rappresentate delle qualità del fervore che citavamo prima, ossia di coinvolgimento, connessione e insieme di richiamo e celebrazione. Nel corso dei secoli e soprattutto nel Novecento, la musica è stata utilizzata come strumento di unione e connessione delle masse, e al cambiare della morale e dell’etica ecco che vediamo un mutamento anche nei suoni, nel come organizzarli e nei significati che veicolano per l’uomo. Di conseguenza abbiamo assistito al mutamento di abitudini, pensieri e di modalità di partecipazione al rito musicale stesso.

Questo perché la musica, volente o nolente, è sempre sacra, perché non è materica e costringe l’uomo all’ascolto, all’elaborazione e all’ascesi connettendolo a significati più alti o estremamente bassi sia dal punto di vista morale/etico che dal punto di vista terreno e spirituale. La musica nella sua natura rituale e per i significati che trasmette, è uno strumento che può funzionare da sistema di orientamento per milioni di individui, e per l’uomo può trovare ciò che possa guidarlo nella vita di tutti giorni quando è solo o con altri ed è un bisogno fondamentale.

E ancora, la musica assolve a un compito importante per molti soddisfacendo il bisogno di appartenenza, anch’esso proprio della condizione umana. Diverse generazioni nel corso di questo secolo, cioè da quando una stessa musica è diventata fruibile alla stessa maniera in tutto il mondo a causa dell’ascesa del capitalismo, attraverso la musica si sono unite e riconosciute e ciò ha contribuito a creare un uomo globalizzato anche negli usi e nei processi di crescita.

In conclusione, Fervore e Musica appartengono alla natura e in quanto tali ci appartengono come strumenti di riflessione, unione, ascesi e attivazione energetica. Ancora oggi, nonostante la nostra mente scientifica e razionale ci ponga come esseri che si elevano nei confronti della natura soggiogandola al nostro volere, quando siamo attraversati dal suono del Tuono e allo stesso modo quando veniamo attraversati dalla musica le nostre reazioni sono ancora irrazionali.

Ed è proprio attraverso le emozioni scaturite nell’irrazionale che l’uomo comprende fino in fondo il suo compito che è quello di tradurre, attraverso le azioni del corpo e del suo verbo, l’irrazionale in energia concreta, in azioni tangibili; per questo che il fervore ci pervade. Quando ascoltiamo musica ci mette in moto, ci attiva, perché la natura che ci circonda è costantemente attiva, fervente, in continuo mutamento e trasformazione; lasciandoci attraversare da energie così potenti e ancora per un certo verso misteriose per via della loro esistenza assoluta, noi eleviamo la nostra situazione di umani mortali, finiti e incompleti a uno stato che ci avvicina al Divino, al Sacro e al Tutto.

Il tuono esce dalla terra impetuosamente. Il provvedere.
I primi re usavano risvegliare delizia per esaltare il realizzare-dao.
Il glorificante officiare coinvolge il Sopra Supremo.
L’uso dell’uguagliare il nonno e gli avi.

Note
[1] Dal francese: acousmatique, aggettivo coniato dal compositore e musicologo francese Pierre Schaeffer intorno alla metà del secolo scorso, mutuato dal greco: akousmatikoi, nome degli allievi di Pitagora che udivano in silenzio le sue lezioni senza vederlo, da akousma (voce, suono).

di Davide Cabiddu

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