La parola al non detto

parola ombrello

Con un ombrello

Non ti ho mai chiesto di restare
dichiarandoti condizioni,
mai chiesto di farmi restare
dichiarando che in caso contrario

ah tu non sai
vedrai,
in caso contrario,
che potrei non esserci.
ti ho mai chiesto
più di quanto volessi darmi?

E se forse quello che ti do
non è abbastanza?
Non ti ho mai investito
della mia vita
non ti ho
io sono ora
e dunque non sono

ciò che vuoi,
cosa vuoi?
Io so che da me
ho richiesto ogni svolta

e agisco e inciampo
e provo con la fiducia
e non so nulla
del nuovo in cui mi lancio.

E tu invece
sembri pretendere
il bene che per me è un dono
quel che mai per me andrà preteso

tu con un ombrello
mi ricordi che è doveroso
e con un ricatto
che mi avevi avvertita
che è colpa mia,
ora,

ma per sempre.
Io non credo in te
tanto da pensare sia più di così,
da dire che domani
muori bisogno di ricatto,

più forte di questo,
più attaccato alla bellezza,
muori affezione al nulla.
Spero nella vita

credo nel flusso.

parola duello

Duello

Primi piani
scatti bruschi
investiti di tensione
vestono i toni

fanciulleschi e spietati
impauriti e velati
da ogni difesa praticabile
odiata e inevitabile

in un gioco all’ultimo
sangue
in un duello di schermanti
infiammati da un sangue comune.

Storie antiche
e regressive
irresistibili
agli occhi del rancore

affascinano il qui ed ora
rendendolo obsoleto
plasmandolo ad arte
sullo stampo del vissuto.

Immagini remote
riecheggiano nel suono dell’oggi
sapori di un tempo
allontanano da ciò che è.

parola granchio

Granchio

Voglio rinascere
lasciare andare
al suono dei tempi
che si intrecciano ai passi

il granchio
che prende coraggio
e avanza
sbalorditivo

contro ogni premessa
contro premeditazione
aspettativa
e maledizione.

Il granchio che avanza
sbalordito
contro la logica
contro ogni voce
sul suo conto

contro il suo conto
oltre il suo io
oltre il confine
verso la gioia.

La sabbia abbandonata
oltrepassata
granelli che si districano
ad ogni timido passo in avanti.

parola donna

Donna

È difficile sentirsi libera
e sentirsi donna
sentirsi vera, di base,
e sentirsi donna
per quello che vuoi dire

cosa donna è, perché ancora,
perché modo per dire vera
perché senso di colpa
vergogna

perché sesso violenza
desiderio peccato
voglia vendetta
forza richiesta,

un mondo
dove io e me
non possiamo amarci
non possiamo amare

io e me
sole e nella bolgia.

Io nel mondo,
io nel dubbio,
io e il mondo.

parola punto

Punto

Chissà come farà lei
e chi per lei
a mantenere l’entusiasmo
a nutrire la voglia

calda nel cuore
di chiamare
annunciare
e a quanti

e con quanta gioia.
Chissà dove la trova lei la gioia
e quell’entusiasmo
carica per vivere

sognare
sperare
nutrire
solo vita.

Dove lo trova il senso
di essere sana
di essere sobria
naturalmente positiva

carica senza false batterie
e in piedi senza stampelle
di veleno
di bruttura.

Come invece sentirsi distrutti
ma mai così tanto
mai a quel punto
mai ad un punto

ed io è una vita
che sono al punto
e ne aggiungo due
e lo risemantizzo

ma chissà che così
non perde significato senso
chissà se così non è solo
mascherato

Scriverei e scriverei
per sempre da sempre
e chiederei aiuto
da sempre sempre invece

eccomi.

parola samba

Samba

Quanta voglia di arte
vita
senso dell’esotico
esordio

vita a tinte rosse
ocra come la passione
violenta vivace
calda e arrogante

presume di vivere Universo
nella sua
totalità d’essenza
il suono percussivo,

il ritmo violaceo
cristallino di sporcizia
sincero di caducità
complesso

samba a bassa pulsazione
abbracciata
incrocio di mani
al vento

infima elevazione
degli animi baudleriani
titani pronti a sgretolarsi
come sfilacciate vibrazioni

paesaggi
lenti
Morbidi
di mondi
purpurei.

parola compleanno

Compleanno

Come non cambia nulla
come tutto scorre
impercettibile
e quel mutamento

rimane fragile
tanto quanto è capace di durare
e quell’intenzione
inviolabile

ancora e nonostante
il giorno in cui
si inneggia alla nascita

venuta al mondo
nuda e inviolata
curiosa innocente
pronta e affamata
senza freni

e ricca di limiti
figlia della natura
incontaminata
entusiasta.

Ed il giorno in cui
si celebra la nascita
è quotidianamente morente
rassicurante e spento

distrutto

e nel giorno in cui
si ricorda di essere al mondo
si è

via,
titubante
lontano
triste.

parola marzapane

Marzapane

E se rimarrò qui
con la testa che scoppia
sarà ancora e solo mio
il peccato

potrò sentirmi sconfitta
da te dal mondo
dalla bellezza e dall’amore
ma lontana dall’essere vinta.

Sono ai passi del pozzo
vicina a una resa
che non sa esistere
una volta per tutte

sono una vincitrice
perdente
una gladiatrice nuda
e armata

guardo l’abisso
senza retrocedere
e senza fare il passo
senza decretare
un vincitore.

Sono io
libera tra le mie sbarre
e non sono io
con la faccia schiacciata

sul metallo

freddo e assassino
di marzapane
barriere di sabbia
magicamente efficaci.

E mentre la testa va
e il corpo segue
la testa fugge più forte
e io non ho che sabbia

fuori e dentro di me.
E fisso il tramonto
e chiudo gli occhi ai colori dell’alba
e piano piano mi convinco
non esista.

parola sesto senso

Sesto senso

Ascoltata
ma davvero?
qualcuno persino
qualcuno di fino
mi sente?

Quanto rido

quando parlo senza riscontro
quando non ho ascolto
quando sono nuda
di fronte al sordo

e se sono muta
di fronte al sordo
non voglio più ascolto
non voglio più.

E allora ecco che
sentiti libero di non vedermi
sentiti libero di ferirmi
calpesta e infierisci

non ho più nulla per cui provare
sgombrata dalla speranza
dall’onere della fiducia
sono salva.

Scalfiscimi con questa tua lama
quella che non sa dove colpire
che non sa dove è carne
dove è sangue

che ora anche a me
sembro tanto fatta d’aria
e posso respirare
a pieni attributi

la leggerezza
di questi quintali
di apatia.

parola muffa

Muffa

È sufficiente un odore
a riportarmi là
a rinchiudermi
a sotterrarmi ancora

come se nulla fosse
accaduto
costruito
cambiato

basta il rumore giusto
e l’ingranaggio è già in movimento
e io sono di nuovo immobile
nel vuoto

basta il silenzio giusto
a farmi sentire sbagliata
zoppicante e deviata
pronta alla distruzione,

quale istinto di rovina
e quale senso di condanna
inevitabilità di un destino
di morte.

La mia muffa
che torna sovrana
e che si abbraccia
ad anni che finiranno

a rotture che si susseguiranno
sempre più rancorose
più dolorose
fino all’annientamento finale.

parola pugile

Pugile

Se ci penso
è un raptus
la follia di un attimo
la mente che fugge

non c’è fugge
ti lascia lì
nel mezzo
nel caos

un gesto omicida
improvviso
imprevisto
la durata di un delirio

colpo su colpo
massacri il suo viso
pugno su pugno
senza respiro

senza vista
un fischio nelle orecchie
le mani che bruciano
occhi spalancati

ciechi
vuoti
persi nel loro vuoto
immobilizzati.

Finché il corpo
diventa cadavere
il viso coperto di sangue
senza respiro

e finalmente
la coscienza
il terrore
della tua violenza
il senso di colpa

il bisogno di rimediare
l’urgenza
la fuga
la gola che brucia

le lacrime
la paura
tremi dita scorticate
che grattano via il sangue.

E poi
il sangue diventa acqua
e ti accorgi
che prima non avevi che il nulla

quell’assenza che ti ha spinto
a creare rosso
al maremoto

e che ora
non hai che nulla.

parola metro

Metro

Ho preso la metro
quindi ci metto un po’
quindi ho dei tempi
se rispettabili

non so,
saranno rispettabili?
Ti guardo dritto degli occhi
e non sai cosa fare

ti parlo dritto negli occhi
e non sai come reagire
vai nella serata
sta sera festeggi

e ancora vai a spurgare
tutto quello che ti crea tensione
tutto quello che
vattene dai

voglio solo sentirmi libero
e vivere secondo natura
oppure no
nemmeno so cos’è natura

creatura plasmata dal mio sociale
la famiglia provenienza
creatura plasmata
e nata per plasmarsi.

Il dono più grande
la mia vittoria
e realizzazione:
vivermi

parola gestione

Gestione

Quanto spazio sono
apro le mie porte
a destra
fermata me stessa

e tutto si blocca
tutto che blocca
meccanismi perfetti
che diventano precetti

inaccessibili catene
e scalpita
e annaspa
e sopravvivi

al copione improvvisato
imprevedibile e studiato
e il premeditato
la follia.

Istinto che vince
impulso da domare
ma ancora brezza di vita
da addomesticare.

Il controllo immagino
carta vincente
vita fuggente
e come acchiapparla.

La gestione
che per tutti è desiderio
per molti esigenza
e per me
conoscenza.

parola bianca

Bianca

Specchio specchio
dei miei dramma
chi è più dentro
adagio del reame?

Bianca come il nuovo
muovi il tacco
dinanzi a me
chissà se per me

chissà quanto pesa
per te
lo scricchiolio del confronto
lontano dal confronto

dal riscontro
vero e proprio
di un dialogo
vero e nudo.

Sono così nera
e similare
e assimilativa
al tuo trattare

ma tu sei bianca
e guardi in basso,
come me
lontana da me.

Sei bella
nella tua potenzialità
di darmi atto
e io sono

come awmlee
il massimo
che posso o investire.

parola miagolii

Miagolii

Ho ripulito tutto
nessuna traccia
con la tua testa lì
vicino al piano

che quasi si potrebbe dire
coincidenza
cose che capitano
quasi taglia meno.

Ho rimosso ogni vetro
o quanto meno ci ho provato
annullato il pericolo
obliato ignorato

nel tentativo di rimuovere
per lei
per me
la conseguenza di uno sterminio.

Mi guardi e sospiri
e i respiri si fanno miagolii
mi dici che è sufficiente
mi dici che è troppo

ma senza giudizio
e senza un velo di rassegnazione
neanche sottile
neanche bugiardo.

Ti guardo
e ti prometto di più
io che non credo alle promesse
e ti prometto di meno.

Ti guardo e ora mi addormento
nella speranza che il domani
sia la parola del tuo canto
e l’atto del tuo starmi a fianco.

Biografia

Ho iniziato ad approcciarmi alla scrittura sin da molto piccola, scrivendo filastrocche e componimenti brevi. La mia passione si è col tempo rivolta alla poesia: ho partecipato alla selezione per l’antologia Alda nel cuore (edizione 2015), dedicata alla figura di Alda Merini e un mio componimento è stato inserito nella raccolta. Quest’ultima esperienza ha portato alla proposta di inserimento nel blog «Voci di poesia». Durante la mia formazione al liceo ho scoperto in me una forte passione per lo stile ungarettiano ed ermeneutico. Ho, quindi, conseguito la laurea triennale in lettere moderne presso l’Università Statale di Milano, durante la quale, soprattutto grazie alla scoperta della letteratura femminista in prosa, mi sono gradualmente rivolta alla scrittura di romanzi e racconti. L’interesse in campo letterario, inoltre, è sempre stato strettamente connesso alla passione per l’arte in senso ampio, in particolare in ambito musicale. Ho, infatti, conseguito la laurea triennale in Canto Jazz presso la Scuola Civica di Claudio Abbado, dove attualmente frequento il secondo anno di magistrale.

di Francesca Foglia

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