L’amore del mistico e altre poesie

L’AMORE DEL MISTICO
Serve un morto
per fare un profeta,
sepolto
nelle angosce,
sconfitto
nelle prove,
malato
nel corpo,
dissanguato
nel cuoreGettato nel baratro
di tutta l’esistenza,
piegato dal giogo
del Tempo sovranoScuoiato dal dio
come carne per iene,
bruciato dalle fiamme
in ammassi di stercoSchiacciato al passare
di ogni processione,
rivoltato nelle ossa
da scimmie furioseRidi? Ecco la freccia,
dolorosa breccia
trapassa l’addome
sangue e vino
escono dal corpo,
sono un Buddha
che si masturba,
il mare è il seme,
i pesci, le stelle

Ogni cosa è il mio corpo
e io sono ogni cosa,
le grandi colline
viscere gravide,
l’Uomo è sempre
un figlio

Sono un satiro
che apre le guance,
coi zoccoli tasto
il corpo materno,
Lo sai che alle capre
piace l’incesto?
Si diventa uomini
beeeelando

Sono un carnefice,
uccido formiche
nel mio camminare,
trovo l’amore
nel passare,
niente rimane

Chi ama i mistici,
i pazienti,
che il destino copre
di un manto pesante?

Anime antiche
così bisognose,
cercano ovunque
spirito e amore

Mi abbraccerai
oltre l’ispida barba?
Siamo già la stessa anima!
Ecco, giungo le mani,
assieme emanano
un tenue calore

Siamo Noi.

 

MORTE ALL’AVO
Io vorrei scaraventarmi
in una dolce ira
con la lancia in mano
sull’anziano,
consunto,
glorioso,
realizzato,
bastardo
che mi ha generato,
maestro
che ho amato.

 

SENTO IL BISOGNO (UNA VISIONE)
Sento il bisogno
di farmi eremita,
salire sulle vette
dei monti, in sogno
vedere cataratte
di pioggia formare
un lago tra i venti,
e le genti piegarsi
ad attingere l’acqua,
bagnarsi di spirito
e meraviglia, agitando
le vesti al sole,
cantando ai pianeti«Noi siamo viventi
e moriamo felici,
alla madre del cosmo
diamo i nostri elementi,
un dono, cibati di stelle,
in cerchio danziamo!»E lì, oltre l’universo
voliamo, verso il dolce Nulla
che tutti abbraccia,
e ancor più oltre
ancora,
parola,
vagito,
Tu-tum

di Alessandro Mazzi