La simbologia dei quattro elementi nei Tarocchi
Estratto dal libro Tarocchi della Realtà, Alberto Manieri. Do it humanm, Milano, 2026 (cap. 2.3. I quattro elementi, pp. 72-28)
Li incontriamo ai quattro angoli della mappa del Mondo e, da migliaia di anni, diverse culture da Oriente a Occidente, hanno scelto lo stesso linguaggio simbolico per nominarli – Terra, Fuoco, Aria, Acqua – non come sostanze fisiche, ma come quattro modi fondamentali in cui l’energia si comporta, riconoscibili in qualunque esperienza, dalla più intima alla più quotidiana.
Parlando di elementi sembra chimica, ma è grammatica del simbolo: gli elementi non descrivono la materia del mondo, ma il modo in cui l’esperienza prende forma. La Terra raccoglie e custodisce. Il Fuoco libera e trasforma. L’Aria comunica e mette in relazione. L’Acqua restituisce e integra.
Durante i miei primi corsi sui Tarocchi, non avevo del materiale pronto. Non utilizzavo diapositive né dispense, solo i miei mazzi di carte e una lavagna per segnare appunti, parole o disegni. Quello che nel libro Tarocchi della Realtà si presenta come un’architettura organizzata nasce in realtà in quelle aule. Mentre disegnavo il movimento che i Tarocchi descrivevano Arcano dopo Arcano, utilizzavo l’esempio di un seme che, dopo ogni stadio, cresceva compiendo il suo ciclo vitale.
Il seme trova accoglienza nella terra e vi germoglia; il germoglio si fa fertile e cresce verso l’alto grazie al fuoco che trasforma e nutre la terra; le foglie si estendono nell’aria, scambiando ossigeno ed elementi con l’esterno; e infine, dallo stato gassoso nell’aria, l’acqua si integra e ridiscende sotto forma di pioggia, restituendosi alla terra e chiudendo così il ciclo, pronto a riaprirsi da capo.
È lo stesso principio racchiuso in una frase che la scuola ci ha lasciato addosso: nulla si crea, nulla si distrugge, tutto si trasforma. Non lo riprendo qui come legge di fisica1 – lo uso perché questa frase, ormai di uso comune, ha già trovato le parole giuste per quello che i Tarocchi mostrano.
Ho continuato a usare questo schema finché non mi sono accorto che nello stesso disegno sembravano naturalmente iscritti quattro simboli che in alchimia rappresentano gli elementi. Ho scelto di partire proprio dalla Terra perché è il nostro punto di partenza reale: è la condizione umana, incarnata, il punto zero da cui ciascuno di noi comincia a muoversi nel mondo.
Che cosa significa, allora, raccogliere, liberare, mettere in relazione, restituire?
La Terra raccoglie: è l’elemento che accumula, che accoglie ciò che arriva, che dà forma a una base su cui qualcosa può radicarsi. È nella Terra che il seme trova l’accoglienza e il tempo che gli serve: lasciar sedimentare un’esperienza prima di agire. Nei Tarocchi, questa qualità trova dimora nei Denari: il corpo fisico, la casa, il lavoro nel senso più concreto – ciò che facciamo per vivere, il denaro stesso, il cibo, le risorse, la routine che ci mantiene radicati. L’organo fisico che le corrisponde simbolicamente è la pianta dei piedi, il punto di contatto con il suolo. Nel gioco di carte, il seme dei Denari viene fatto risalire ai mercanti: chi, per mestiere, vive nello scambio delle cose materiali.
Il Fuoco libera: è l’elemento che spinge verso l’esterno, che trasforma ciò che era accumulato in energia disponibile, che rompe una staticità per farla circolare. È lo slancio, la decisione, l’azione fisica, il momento in cui qualcosa che era trattenuto trova la via per manifestarsi. Questa qualità trova dimora nei Bastoni: il desiderio, l’energia creativa e sessuale, la pulsione vitale, l’istinto, la passione, la creatività non nel senso artistico, ma in quello più antico, di ciò che genera. Al Fuoco e ai Bastoni è associata anche la rabbia, come emozione primaria e istintiva. L’apparato simbolico che le corrisponde è il sesso. Questo seme viene fatto risalire ai contadini: chi lavora la terra con la forza del proprio corpo.
L’Aria mette in relazione: è l’elemento che collega, che porta uno scambio, che permette a ciò che è stato liberato di incontrare un fuori da sé e diventare comunicazione, pensiero, confronto. È il momento in cui un’esperienza personale comincia a dialogare con qualcos’altro. Questa qualità trova dimora nelle Spade: il pensiero, l’intelletto, il linguaggio, la parola, ma anche il silenzio, la conoscenza acquisita per studio, la logica deduttiva, la strategia, l’azione consapevole nel mondo. L’apparato che le corrisponde a livello simbolico è la mente. Il seme delle Spade viene fatto risalire ai nobili e ai guerrieri: chi esercita il proprio ruolo attraverso la parola e la strategia, più che attraverso la materia.
L’Acqua restituisce: è l’elemento che accoglie ciò che è stato messo in relazione e lo riporta a decantare, a integrarsi, a tornare, trasformato, verso un nuovo inizio. È la memoria, l’emozione che si deposita, il ciclo che si chiude per poterne aprire un altro. Questa qualità trova dimora nel seme delle Coppe: le emozioni – tranne la rabbia, le relazioni, l’interiorità, la conoscenza intuitiva, quella che non viene dallo studio, il mondo onirico. L’organo che le corrisponde simbolicamente è il cuore. Nel gioco antico delle carte, questo seme viene fatto risalire al clero: chi custodisce, per vocazione, la vita interiore ed emotiva della comunità.
C’è un modo, però, per vedere questi quattro semi non solo come qualità parallele, ma come tappe di un’unica opera: il viaggio di realizzazione.
Si potrebbe pensare ai Denari come al punto d’arrivo di un processo alchemico: l’oro, la pietra filosofale, l’ultima trasformazione. Ma se li guardiamo come materia prima – metallo grezzo, ricettivo per natura – allora sono il punto di partenza, non quello d’arrivo. L’incontro originario tra materia e spirito, il seme da cui l’intero ciclo si mette in moto. Da lì, i Bastoni: legno vivo, attivo, che dall’Asso si rivela come elemento puro che attraversa via via lavorazioni sempre più raffinate per mano dell’uomo. Poi le Spade: l’unione dei due elementi precedenti, il manico di legno e la lama di metallo, la materia prima ora forgiata dall’azione e dall’intelletto umano. E infine le Coppe: non più solo uno strumento attivo come la spada, ma uno strumento ricettivo e protettivo – quasi una piccola cattedrale, costruita con tutti gli elementi che l’hanno preceduta, e che vista dall’alto non sarebbe troppo diversa dall’Asso di Denari da cui tutto era partito.
Non è la Terra a trasformarsi materialmente in Fuoco, né esiste una vera sequenza fisica da un elemento all’altro: gli elementi restano fermi nella loro dimora, come le quattro stanze di uno stesso edificio. Siamo noi, attraversandoli, a cambiare. È la nostra esperienza che, entrando nel regno della Terra, si accumula e prende forma; passando nel regno del Fuoco, si attiva e trova la via per manifestarsi; entrando nel regno dell’Aria, si mette in relazione e diventa scambio; entrando infine nel regno dell’Acqua, si integra e ritorna, trasformata, pronta a ricominciare il ciclo da un nuovo seme. Gli elementi restano il linguaggio. Ciò che viene trasformato, di volta in volta, siamo noi che li attraversiamo.
Questo è il processo attraverso cui l’esperienza si realizza e che definisco alchimizzazione degli elementi.
È un piano diverso da quello cosmologico o scientifico, ed è il piano su cui voglio restare: non stiamo spiegando come funziona l’universo, stiamo costruendo una grammatica per osservare come si muove l’esperienza umana. Ed è esattamente il messaggio di questo libro: i Tarocchi insegnano a leggere il mondo.
Note
1 La legge della conservazione della massa è una legge fisica della meccanica classica, che prende origine dal cosiddetto postulato fondamentale di Lavoisier, risalente a fine XVIII secolo






