
Non è un concerto, né una performance, né una sessione di meditazione o una messa.
È un rito estemporaneo che attinge ed emerge da una coscienza intima e collettiva che non ha mai
smesso di esserci.
Un’ora e poco più sulla Terra ≡ corrisponde a uno Spazio senza tempo, di contemplazione attraverso il
suono, senza istruzioni perché non ce ne sono. La voce del canto è una mano che accompagna
ciascuno a diventare la guida di sé nel Sé. C’è luce e c’è buio, paura e grazia.
Marta Mattalia scopre che la voce è un ponte fra mondo fisico e invisibile. Fonde il viaggio intorno
alla geografia del pianeta Terra con l’esplorazione interna al suono. Trascrive i Canti che le vengono
suggeriti dall’Ektara, uno strumento monocorda di materiale organico proveniente dall’antica
tradizione Indiana del Baul, nel Bengala Occidentale. Intreccia opere tradizionali a proprie
composizioni, cercando nell’universalità della musica una sola preghiera.
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Marta Mattalia intesse la sua formazione e il suo percorso artistico fra il canto, la scrittura e il teatro.
Si è diplomata al Conservatorio Ghedini di Cuneo in Vocalità Afroamericana, e in seguito alla Scuola
Holden di Torino, nel college di Acting. Cerca dentro la voce attraverso lo stile di musica classica
indiana del Dhrupad, e la tradizione bengalese del Baul. Negli ultimi sette anni sta portando avanti un
progetto di viaggio nel mondo, in cui fonde la scoperta del pianeta terrestre alla ricerca artistica.
Quando è straniera si sente a casa.
giovedì 22 gennaio – ore 21:30
ingresso 7€ + tessera
per tesserarsi: diventa socio
1€ facoltativo per: ASSOCIAZIONE ANTIGONE | Progetto “Zoon Politikon”