RUSSIA / Moscow / Alexandra Marinina, 49, is a former detective and lieutenant-colonel in RussiaÕs police force and is RussiaÕs most read novelist. She has written thirty detective novels in the last thirteen years and bears a close resemblance to her heroine, Anastasia Kamenskaya, the only difference being that Anastasia is one dress size slimmer and has a driving licence. Photographed here in her office. Moscow, 2006
Immagini di donne imprenditrici nella Russia in guerra
RUSSIA / Moscow / Irina Balakina, 44 years, is the Director of Factiva, a Dow Jones & Reuters Company, for Russia and the former Soviet Republics. Abandoned by her husband in 1993, she was forced to sell her fur coats to feed her daughter. She joined Reuters as a receptionist and from there rose through the ranks. In 1998, Russia was gripped by a financial crisis, with the exception of Irina, who signed her first major contracts. Photographed here in the restaurant Turandot, which has been refurbished at a cost of $50 million, a world record. Moscow, 2006.
Davanti alle evidenti debolezze degli odierni regimi democratici occidentali emerge ancora più forte la lenta e radicata stabilità delle grandi autocrazie orientali quali Cina e Russia. I venti di guerra mostrano come decisioni ponderate e condotte con strategica misura siano state sufficienti a tenere in piedi enormi economie in aperto conflitto con il potere del dollaro. Il costo enorme di queste manovre è comunque evidente: è uscito a gennaio sul New York Times lo studio con i dati aggiornati sulle vittime complessive al quarto anno dall’invasione dell’Ucraina del 2022 che, tra i soldati feriti e uccisi, si aggirerrebbe attorno ai due milioni.
La guerra di Putin smuove la coscienza occidentale che dopo quattro anni non vede la garanzia di una tregua. La tragedia umana colpisce profondamente anche il popolo russo, che vede sacrificati centinaia di migliaia di suoi giovani per una causa apparentemente economica, quando non solo identitaria. I suoi uomini mandati al fronte morendo o restando invalidi superano del doppio quelli ucraini, che invece per lo meno sentono la motivazione di stare difendendo le proprie città. Certe imprese hanno portato sciagure.
Abituati come siamo a concepire il mondo immaginandoci una linea storica progressiva in continuo miglioramento, stupisce ancora molto trovarsi coinvolti nelle stesse dinamiche imperiali di cui parlano le grandi narrazioni epiche di migliaia di anni fa. Nulla che sembri propizio, per il momento.
Chiedersi a più riprese come faccia a reggersi un’economia così grande come quella russa in un periodo di tale perdita umana apre alle solite risposte sul carattere militare e indomito del suo popolo, già abituato durante l’impero e l’era sovietica a sopravvivere con poco a periodi di crisi e carestia. L’economia di guerra condotta per continuare a sopravvivere alle sanzioni e portare avanti l’invasione non lasciano intravedere infatti un tracollo imminente, quanto più una lenta sopravvivenza sul lungo termine.
Dal punto di vista di ciò che trapela in Europa è difficile seguire quello che si muove oltre la fitta trama di immagini e informazioni di propaganda al di là del fronte. Oltre a pochi fotoreporter e giornalisti impegnati c’è ben poco. La tenacia del popolo russo potrebbe non essere però l’unica fonte di stabilità interna a sostegno del potere del Cremlino: oltre al pesante autoritarismo e un arcipelago di legami con altre potenze mondiali che ne acquistano ancora le materie prime, ci sarebbe un lato dei suoi equilibri sociali non altrettanto riconosciuto.
Sarà allora il panorama artistico e culturale a consegnarci uno scorcio più sincero nella realtà moscovita al di là dei tempi che corrono; quella dimensione maschile che si mostra in maniera muscolare attraverso la guerra non è l’unica responsabile dei successi e degli insuccessi di un intero paese.
RUSSIA / Moscow / Yana Rutskovskaya, 30 years old, founded and runs the company Grand La Scala (100 employees) that owns beauty salons and luxury boutiques in Moscow and in southern Russia. She is also the producer for Dima Bilan, RussiaÕs candidate for the Eurovision Song Contest 2006 (he came runner up to Finland). In summer 2006 she will open MoscowÕs largest fashion and beauty complex. It has been decorated throughout with the personal effects of Josephine Beauharnais, wife of Napolean Bonaparte, whose possessions she collects zealously, thanks to the generosity of her husband, an oligarch. Photographed here in front of her car, opposite her beauty salon Frank Provost. Moscow, 2006.
Entra in gioco anche nel cinema un sottile rimando alla figura mitica della donna al comando della famiglia russa ormai in disgrazia: è il caso del film Anora (2024), dove la moglie dell’oligarca alcolizzato, Galina Zakharova, madre del giovane co-protagonista viziato, è raffigurata come la vera detentrice delle “chiavi di casa” del patrimonio del marito. La trama prende una piega apparentemente incontrollata quando Anora, una stripper ventenne di origini russe, seduce il piccolo Vanya Zakharov, scatenando l’ira della famiglia. Si tratta dell’unica storia di successo prettamente russa in occidente post-invasione. Anche qui la vicenda del matrimonio come classico vincolo ordinatore resta invariato. Il tema ricorrente sta però nel ribaltamento del potere nuziale patriarcale, sia quando si tratta di vero e proprio matrimonio, sia quando è in ballo una più leggera storia sessuale come tra Anora e Igor.
Il suo valore simbolico sta almeno due volte in mano alle donne: la prima perché non è il padre o il figlio a scegliere sul futuro della Ragazza che va in sposa, ma la già-moglie del padre, che riesce infine a dissuadere anche il figlio Vanya. La seconda perché non è Igor, la guardia del corpo chiamata in emergenza a ricostituire l’ordine prestabilito, ma la giovane protagonista Anora, a condurre il breve incontro verso la fine del film. È lei che dopo aver ricevuto l’anello d’oro andato perduto, metafora erotica in tutta la tradizione orale slava, interrompe il rapporto sessuale e detiene dunque il potere sull’uomo incapace di portare a termine il corteggiamento. Due storie romantiche interrotte nello stesso film. Nell’ assenza di un ventaglio di progetti fotografici che illustrino in maniera autentica le trasformazioni che sta affrontando la società russa, torna attuale uno dei lavori più ironici e meno conosciuti del fotografo Paolo Woods che, trovatosi a Mosca nel 2005, comincia a fotografare quelle donne che occupavano grandi posizioni di potere all’interno di istituzioni pubbliche o private. Ne è uscito “Nouvelles Russes”.
RUSSIA / Moscow / Aliona Doletskaya, 51, is the editor and Chief Executive of Russian Vogue. Her flamboyant but elegant style is a model for new Russian money in search of an air of refinement. Photographed here in her office. Moscow, 2006.
I soggetti ritratti sono donne imprenditrici che hanno dato il via a vere e proprie istituzioni culturali pur non comparendo necessariamente nelle solite liste Forbes sulle persone più ricche di un paese: vi è Irina Balakina, che fece carriera dentro Reuters, poi Aliona Doletskaya, editor e prima Chief Executive per Russian Vogue, Aidan Salakhova la fondatrice della prima galleria d’arte contemporanea di Mosca, Olga Pleshakova che dirigeva la seconda compagnia aerea del paese e Olga Sviblova fondatrice della Moscow’s House of photography.
RUSSIA / Moscow / Ilse Liepa, 42, is a celebrated ballerina of the Bolshoi Ballet. Liepa danced a legendary Carmen and has given definitive performances in roles from the Firebird to Sheherazad. She runs a foundation dedicated to her father Maris, a star of the Bolshoi during the Soviet era and will launch a chain of dance studios and gyms later this year. Photographed at home. Moscow, 2006.
Si tratta di uno dei lavori meno conosciuti del fotografo, che tra i progetti più famosi raccoglie “The Heavens” sui paradisi fiscali, “Chinafrica” sulla presenza cinese nel continente nero e “Chaos Americano”, uno dei suoi primi lavori fotografici di maggior peso. Il suo documentarismo centra sempre il punto, scoprendosi attuale più che mai se si pensa che in questi 20 anni la Russia è cresciuta abbastanza da tornare a essere una grande potenza a est. Vale la pena chiedersi ancora su quale base si regga una società sfilacciata che sacrifica ogni giorno i suoi uomini, e se le sue donne saranno ancora a lungo il fondamento su cui appoggiarsi nei tempi di sciagura.
RUSSIA / Moscow / Irina Eldarkhanova, 50, founded Confael, a gourmet chocolate factory, from scratch in 2001. At its height, Confael employs around 500 people. She also owns an exclusive restaurant in Moscow where every dish (veal, duck, fish, and even brie) is served with chocolate sauce. She poses here in her restaurant with Irina Ponarovskaya, a singer from the Soviet era, and with a white chocolate Venus. Moscow, 2006.RUSSIA / Moscow / Aidan Salakhova, 42, founded MoscowÕs first contemporary art gallery in 1989. Herself an artist, she has been immensely successful and her gallery, Aidan, boasts among its clients RussiaÕs leading collectors as well as several carefully vetted oligarchs. Photographed here in her gallery. Moscow, 2006.RUSSIA / Moscow / Anna Belova, 42, is the Deputy Director of the Russian Atomic Energy Agency and is responsible for the restructuring of the entire nuclear sector. She has been charged with the creation, from the hundreds of Institutes, civilian companies and former Soviet production units, of a single integrated agency to be called Atomprom, on the model of Gazprom, which will be the countryÕs second largest export industry after oil and gas. With a background in engineering, Anna Belova has already overseen the comprehensive restructuring of the Russian rail industry, which has 1.6 million employees. Mother of two, Belova is the perfect wife and an active sportswoman: she has recently developed a passion for motor racing. She is a role model for RussiaÕs professional women and runs, amongst other projects, the Committee of 20, a lobby which advocates for a greater role for women in Russian business. Photographed here in her racing car Formula Russia. Moscow, 2006.RUSSIA / Moscow / Olga Pleshakova, 40, runs Transaero, RussiaÕs second largest airline after Aeroflot. Founded in 1991 by her husband, the company owns 20 planes and was the first Russian airline to buy Boeings. At the end of 2006, she plans to float part of the company on the Moscow stock exchange. Photographed here in her office. Moscow, 2006.RUSSIA / Moscow / Renata Litvinova, 39, is an eccentric Russian film star. She graduated in 1990 from RussiaÕs Film Institute, and has written scripts for several prize-winning films in Russia and at the Berlin and Venice film festivals. She has acted in films by cult directors like Kira Muratova and Peter Greenaway and has directed films herself. She presents a number of television shows and is sassy, funny and occasionally rude but at all times glamorous; she is also an ambassador for the Swiss Watch make Rado. Photographed here in the Club Bentley, transformed for the day into a television studio. Moscow, 2006.RUSSIA / Moscow / Alexandra Marinina, 49, is a former detective and lieutenant-colonel in Russia’s police force and is Russia’s most read novelist. She has written thirty detective novels in the last thirteen years and bears a close resemblance to her heroine, Anastasia Kamenskaya, the only difference being that Anastasia is one dress size slimmer and has a driving licence. Photographed here in her office. Moscow, 2006RUSSIA / Moscow / Alexandra Marinina, 49, is a former detective and lieutenant-colonel in RussiaÕs police force and is RussiaÕs most read novelist. She has written thirty detective novels in the last thirteen years and bears a close resemblance to her heroine, Anastasia Kamenskaya, the only difference being that Anastasia is one dress size slimmer and has a driving licence. Photographed here in front of her office. Moscow, 2006.RUSSIA / Moscow / Nadejda Kopytina, 36, runs the food company Ledovo (400 employees). She started small: in the early 90s she bought three irons in Moscow to sell in Poland. Later she imported clothes from South Korea, before moving on to frozen fish production. Dancing and singing for her employees and friends rank among her favourite pastimes. Photographed here in her office. Moscow, 2006.RUSSIA / Moscow / Olga Sviblova, 52, has been a psychologist, a street cleaner and a documentary filmmaker. In 1996 she founded Moscow’s House of Photography and a phenomenally successful Photography Biennial: the last edition had 530,000 visitors. A trendsetter among Russia’s elite, she lights up charity evenings and fashion shows. Photographed here in the Modern Art Museum, in a work by the artist Aidan Salakhova The Golden Number. Moscow, 2006.RUSSIA / Moscow / Olga Slutsker, 41, is a former fencing champion and runs World Class, a chain of luxury fitness clubs, which she founded in 1993. To underwrite its expansion, she plans to sell a share in her company for 30 million dollars to a firm owned by the oligarch Mikhail Friedman. Photographed here in her club on Romanov Street. Moscow, 2006.
Mentre Woods nel febbraio 2026 decide di tornare in Ucraina per un nuovo progetto fotografico, pubblichiamo sul prossimo numero di Panzoo Magp (003) un’intervista esclusiva in luce della conclusione della collaborazione con il festival di fotografia “Cortona On The Move”, di cui è stato direttore artistico fino al 2025.
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