Una pressa di nome Giovanna

“Una pressa di nome Giovanna”

Questo originale libro giallo ci permette di conoscere un autore esordiente e interessante come Stefano Falai, un operaio forlivese in pensione che si è recentemente dedicato alla letteratura. Quale genere è più vecchio, noto e popolare del giallo? È possibile oggi scrivere libri gialli che non scadano nel banale, che non siano una mera ripetizione delle trame passate, che non siano una mera variazione sul tema? Con Una pressa di nome Giovanna (che è solo la prima parte delle inchieste impossibili dell’ispettore Pantaleone) Stefano Falai ci dimostra che è possibile, eccome.

Tanto per cominciare, l’ispettore Pantaleone è un investigatore diverso da quelli ai quali molti lettori di gialli sono abituati. Non è ligio al dovere come Jules Maigret, non è coraggioso come Salvo Montalbano, ma è un personaggio da poco che decide di entrare in polizia sperando di dover lavorare il meno possibile (in questo, Falai è maestro di realismo, assai più del Pusceddu di Eroina e Spice, che presenta un’immagine della polizia assai edulcorata). Come è facile immaginare, si trova inaspettatamente immerso in situazioni molto più grandi di lui. Un noto imprenditore locale muore nella sua stessa fabbrica, ucciso da una pressa. Un semplice incidente? Oppure la macchina è stata intenzionalmente manomessa per uccidere? È possibile che una macchina abbia una volontà propria e che sia capace di uccidere? Questa è solo la domanda inziale, che avrà una risposta inaspettata e per niente semplice. Per averla, il lettore dovrà attraversare oltre 400 pagine di colpi di scena e descrizioni minuziose, e qui sta un altro punto di interesse del libro. Falai, infatti, ci dà un giallo assai più lungo della media del genere, ma non per questo noioso o di difficile lettura, anzi.

Più in generale, la letteratura di Falai si inserisce in quel filone che utilizza il giallo per far riflettere i lettori sui pressanti problemi del nostro tempo: la disoccupazione; la debolezza e la corruzione dei sindacati; la criminalità organizzata (che, contrariamente a qualche banale stereotipo, non si trova solo al Sud Italia ma è più che attiva anche nel civile Nord); il mondo degli affari nel quale la pecunia olet, eccome; la corruzione, il cinismo e il comportamento criminoso e menzognero degli apparati di uno Stato che si definisce democratico; la repressione anche violenta del dissenso politico. Tutto questo, però, in una scrittura che concede molto all’ironia e che sfocia talvolta nel genere storico o fantasy, sino a delle parti che ricordano il magico tocco del compianto Valerio Evangelisti (1952-2022).

Avendo letto questo interessante e originale giallo, non solo viene spontaneo consigliarlo, ma anche la curiosità per le prossime inchieste impossibili dell’ispettore Pantaleone sorge spontanea.

Autore
Stefano Falai
Titolo
Le inchieste impossibili dell’ispettore Pantaleone. Una pressa di nome Giovanna
Editore
Youcanprint, 2019
Info
406 pp., € 20 (cartaceo), € 5,99 (ePub)

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