La rivista

La Tigre di Carta è una rivista fondata alla fine del 2014 e gestita da un gruppo di ragazzi che hanno alcune cose da condividere fra loro. La più importante è l’amicizia che li lega. Un’amicizia nata da diversi anni, oppure anche molto recente, in ogni caso profonda e capace di farli scoprire simili nel periodo in cui sono coinvolti. La particolarità di questo periodo è la fine degli studi, la prossimità della laurea, del diploma specialistico, della scuola o dell’attività che si è svolta in questi anni di piena giovinezza. Davanti adesso i desideri, gli sguardi incerti, le decisioni e il divertimento serio dell’adulto. La volontà, quindi, di accompagnarsi in un progetto a metà fra l’impegno e la facezia, aprendo una rivista culturale divisa in varie rubriche, su cui ognuno possa affrontare i temi dei propri studi, oggetto delle sue passioni e, forse, di un futuro lavoro.

Le rubriche declinano di volta in volta un tema centrale, diverso per ogni numero, e coinvolge aspetti diversi, ma imparentati, della cultura, come il cinema, la musica, le scienze, la pittura, la filosofia, la poesia e la letteratura, tutte guidate dalla bacchetta della cultura orientale – sfera di vivo interesse di uno dei fondatori – pur rimanendo tematicamente indipendenti da essa.

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La Tigre di Carta compare col suo primo numero nel marzo 2015, aprendo l’anno dell’Expo. Il basso prezzo del formato cartaceo è necessario alla redazione soltanto per rientrare delle spese tipografiche e non per un desiderio di guadagno. La versione on-line permette di leggere gli articoli liberamente, senza dover pagare o registrarsi e senza alcuna restrizione. Gli articoli e le rubriche hanno su internet anche dei contenuti aggiuntivi che, per motivi di spazio, non possono comparire nel formato cartaceo.

Pubblicata bimestralmente fino a tutto il 2016, dal 2017 la cadenza della rivista cartacea diviene trimestrale.

La redazione invita i lettori a esternare delle proposte, a sponsorizzare eventi e, soprattutto, a collaborare al progetto proponendo i propri testi per la pubblicazione.

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